Abbiamo già parlato di ernia del disco cervicale, in particolare ci siamo concentrati sulla diagnosi, sulle cause e sulle cure.

Oggi vogliamo approfondire un caso clinico di ernia del disco cervicale che abbiamo curato proprio nel nostro centro fisioterapico.

Il quadro clinico

La paziente è una donna di 45 anni in buono stato di salute, di professione fisioterapista, che fa attività fisica regolare.

Nell’aprile 2019, a seguito di una rotazione del capo, compare improvvisamente un dolore intenso in regione cervico-dorso-scapolare sinistra, associata ad una sensazione simile al torcicollo.

Nell’arco di tre giorni la sintomatologia varia con la comparsa di dolore in regione toracica, ascellare e posteriormente lungo il braccio sinistro.

Al termine di una giornata lavorativa, durante un movimento nel quale riporta il capo dalla posizione di flessione anteriore alla posizione neutra, avverte una fitta lancinante e paralizzante in regione vertebrale cervicale, associata ad una immediata dolorabilità alla spalla sinistra, con impotenza funzionale allo stesso arto e alle prime tre dita della mano.

cervicale

Ernia del disco cervicale: visite e diagnosi

Dalla visita al pronto soccorso emerge una cervico-brachialgia sinistra con parestesia nel territorio del nervo brachiale.

Dalla risonanza magnetica viene diagnositicata l’ernia del disco cervicale e, dopo una visita neuro-chirugica, emerge l’esigenza dell’operazione chirurgica (intervento di microdisectomia ed artrodesi C6-C7 per via anteriore).

collare
Nel post-operatorio è stato anche raccomandato l’uso di un collare morbido per una settimana

Ernia del disco cervicale: decorso post-operatorio e inizio della fisioterapia

A circa un mese dall’operazione chirurgica, inizia il percorso fisioterapico di rieducazione posturale e massoterapia per 3/4 sedute settimanali per circa 3 mesi.

L’obiettivo principale è il rinforzo della muscolatura profonda del rachide cervicale.

Dopo un primo ESAME OBIETTIVO sono emerse:

▪️ La limitazione del range di movimento attivo e passivo del rachide cervicale in tutti i piani, al test di valutazione muscolare controresistenza la paziente risulta particolarmente deficitaria con totale incapacità di reclutamento dei flessori e dei rotatori del capo da posizione supina.

▪️ La limitazione in mobilità attiva dell’arto superiore e della mano sinistra, legata a deficit motori con deficit di forza anche dei flessori delle dita con alterazione della sensibilità del 2° e 3° dito; tilt della scapola e deficit importante del muscolo gran dentato

▪️ La presenza di sintomatologia dolorosa: cefalea importante, costante, diurna e notturna, dolore alla palpazione paravertebrale cervico-dorsale. Dolore anche a trapezi, elevatore della scapola, scaleni, scom (sterno-cleido-mastoideo), regione occipitale, frontale, arcate sopraciliari e zona temporo-mandibolare.

ernia del disco cervicale

A questo punto si è elaborato una piano di azione, la cosiddetta  1° FASE DI TRATTAMENTO FISIOTERAPICO (2 mesi)

▪️ Una seduta settimanale di RPG (rieducazione posturale globale) per tre settimane;

▪️ Due sedute settimanali di massoterapia sui muscoli  paravertebrali del collo, delle spalle e del dorso; tecarterapia; mobilizzazione passiva rachide cervicale, scapola, arto sinistro; controllo motorio rachide cervicale, arto sinistro e scapola sinistra; mobilizzazione attiva rachide cervicale, arto sinistro e scapola; esercizi di stabilizzazione scapolare; attivazione e rinforzo muscolare gran dentato.

Alla conclusione di questa prima fase si è effettuato un nuovo ESAME OBIETTIVO

Qui si è registrato un netto miglioramento relativo alla mobilità cervicale attiva e passiva, un miglioramento della forza dei muscoli cervicali e dell’arto superiore, scomparsa quasi totale del deficit sensitivo alle dita della mano sinistra; ancora debole il controllo scapolare mentre si sono ridotti gli episodi di cefalea e migliorata la sintomatologia dolorosa generale.

cervicale aiuto fisioterapista

Inizio della 2° FASE DI TRATTAMENTO FISIOTERAPICO (2 mesi)

In questa fase siamo passati ad esercizi di controllo e rinforzo.

▪️ Inizio nuoto libero 1/2 volte alla settimana
▪️ Esercizi attivi da eseguire a domicilio
▪️ Esercizi di controllo motorio rachide cervicale e scapola
▪️ Due sedute settimanali di massoterapia e tecarterapia
▪️ 1 seduta di RPG (rieducazione posturale globale) ogni 3 settimane
▪️ Esercizi di rinforzo muscoli periscapolari e gran dentato.

Dall’ultimo esame obiettivo, la paziente ha riferito la scomparsa di ogni sintomo di alterata sensibilità alle dita della mano sinistra, un buon controllo motorio cervicale, scapolare e dell’arto superiore sinistro.

Ernia del disco cervicale: prognosi e conclusione

Da questo caso clinico emerge senza ombra di dubbio come la fisioterapia sia una parte fondamentale per la ripresa della vita quotidiana dopo un’operazione come quella dell’ernia al disco cervicale.

Dopo 4/5 mesi di trattamento fisioterapico la paziente riprende la normale vita quotidiana e lavorativa, proseguendo gli esercizi a domicilio due volte alla settimana e continuando con il nuoto una volta alla settimana.

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